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RMR-109  / 2004  •  CLAUDIA BOMBARDELLA "PAESAGGI LONTANI"

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QUALITA' MADE IN ITALY

sito sviluppato da RadiciMusic Records



Testi, musiche e arrangiamenti di Claudia Pasetti Bombardella * Testi tradizionali

** Improvvisazione di Filippo Burchietti



CARATTERISTICHE

. 10 brani

. musiche e arrangiamenti di Claudia Bombardella

. libretto 28 pagine a colori con foto e testi    

. traduzione dei testi in italiano e inglese

. Digipack 3 ante in carta pregiata

1. Histoire d’un souvenir 5:28

2. Las esuegras* 4:02

3. Danza dell’orso buono (strumentale) 5:54

4. Ninna nanna 6:38

5. Ruminando (Il canto della fenice) 4:32

6. La novia* 4:08

7. Danza di Magos* 3:26

8. Leggenda delle rose 8:26


Paesaggi lontani (suite in 5 movimenti)


9. A Samia (strumentale) 3:50

10. Il canto della lupa 2:41

11. Punta di becco di merlo 4:49

12. Danza di una piuma 4:51

13. Danza antica* 5:23

14. Intro** (strumentale) 2:30

15. Balcania 5:58

16. A la una* 4:12

LIBRETTO 28 pagine

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1. Histoire d’un souvenir


Le souvenir s’est envolé,

pendant longtemps je l’ai rappelé,

je l’ai nourri de toute mon âme

en épuisant la dernière flâme

je l’ai serré des dents

en attendant le printemps

et quand soudain l’hiver est fini

sans remords il s’est enfui…

et maintenant c’est dans les rides d’un mur

que se cache l’ombre d’un enseignement…

et maintenant c’est un nouveau regard

qui se pose, sur toute chose…

et c’est dans les neuds

d’un tapis coloré

que s’endort doucement

un souvenir nouveau.


Storia di un ricordo

Il ricordo è volato via,

A lungo l’ho richiamato,

L’ho accudito con tutta la mia anima

Consumandomi fino all’ultima fiamma

L’ho tenuto stretto fra i denti

Aspettando la primavera

E quando improvvisamente l’inverno è finito

Senza rimpianti è fuggito

Ed ora, fra le rughe di un muro

Si nasconde l’ombra di un insegnamento…

Ed ora, uno sguardo nuovo

Si posa su ogni cosa…

Ed è fra i nodi

Di un tappeto colorato

Che si addormenta lentamente

Un ricordo nuovo



2. Las esuegras

(testo sefardita)


Las esuegras de agora

Son gusanos de pared

Los malmeten a los hijos

Que los hacen depiedrer

No maldigash la mi mama

No maldigash sin razon

Ella cuando era moza

Hijo l’amor con mi senor

Yo hize l’amor con tu padre

Salio vero y me tomo

Los mansevicos d’agora

La deshan con la dolor


Le suocere

Le suocere di oggi

Sono lombrichi sulle pareti

Maltrattano i generi

E li fanno impazzire

Non insultare mia madre

Non insultarla senza ragione

Quando era giovane

Faceva l’amore con mio padre

Io feci l’amore con tuo padre

Lasciò tutto e mi portò con se

Ma gli amanti di oggi

Lasciano la donna nel dolore



3. Danza dell’orso buono

(strumentale)



4. Ninna nanna


Sotto a un manto di pensieri

Giace una gatta addormentata

Chiede al sogno di volare

Chiede al sonno di continuare

Chiede al sogno di non ricordare…

Cerca cerca cerca nella notte una luna

Luna piena di memorie abbandonate,

cercala nel buio fra i pensieri addormentati

che ti possa raccontare quel che vuoi…

Scava scava fra i solchi già segnati

Di una mente assetata d’irrealtà

Cerca cerca nel tuo sogno ali d’angelo

Preziose gemme dei tuoi desideri

Affonda le narici fra le piume colorate

Che ti aiutino a volare dove vuoi…

Soffia soffia, un vento caldo

Fra le onde di un respiro

Vola più in alto

Il sogno ti lascia

Volare più in alto

Delle tue paure



5. Ruminando

(il canto della fenice)


Chiede perché una fenice

tanto dolor nei cuor…

dal suo lungo becco sgorgano,

cento melodie cantano,

cantano il segreto

del suo destino

Dai cento fori del suo becco

fra le piume d’or

si diffonde il suo canto d’amor

che addolcisce e inebria ogni cuor…

e ardendo muore

mentre rinasce



6. La novia

(testo sefardita)


La novia no tiene dinero

Que mos tenga un mazal alto

Venimos a ver

Y gozen y logren

Y tenga mucho bien

La novia no tiene contado

Que mos tenga un mazal bueno


La sposa

La sposa non è ricca,

Che possa avere fortuna

Siamo venuti a vedere,

Che gli sposi possano avere gioia e essere felici

E stare sempre bene

La sposa non è ricca

Che possa avere tanta fortuna



7. Danza di “Magos”


Magos Kõsziklanak

Oldalábol nyìlik

A szerelem orvossàg,

Ki az én szivemet,

Gyenge termetemet

Mindenkor megujìtja,

Aki a szerelmet,

soha nem próbálta

csak álomnak alítja

Ó gnyönyörüséges

Mindeneknel kedvesb

Hervadhatatlan rósza,

Kinek árnyékában,

Gyenge hajlékaban

Én fejem nyugszik vala

De tõlem távoszék

Hirtelen elmúlék

Életemnek istápja


Danza di “Magos”

Ai lati delle rocce

Sboccia la medicina dell’amore

Che riaccende ogni volta

Il cuore del mio fragile essere,

Chi non ha mai provato l’amore

Sostiene che sia solo un sogno.

Oh rosa splendente,

Che non appassisce mai,

Più cara di ogni cosa,

Il mio capo ha riposato

nel fragile asilo della tua ombra,

ma il sostegno della mia vita

se n’è andato,

è svanito all’improvviso.



8. Leggenda delle rose


Par che dican che tornerà il mio amor,

par che dican che tornerà da me,

voci sussurran che scioglierà quel dolore,

canta il merlo lontano, senza età…

par che dican che, che dican che ritornerà…

merlo dove vai se sulla torre non ci stai?

Rosa perché mai fra le tue spine m’inoltrai?

Merlo perché mai non mi racconti quel che sai?

Dicon che, che il merlo sa

Dicon che, che lui parlerà

Dicon che, che una rosa si aprirà

Dicon che, dicon che sbocciando forse ti dirà…

Una rosa sbocciò ma lui non tornò

Una seconda rosa sbocciò ma il silenzio incontrò

E l’ultima rosa sboccita annunciò il ritorno dell’inverno…




Paesaggi lontani

(suite in 5 movimenti)



9. A Samia

(strumentale)



10. Il canto della lupa


Vegessene Melodien

Kein verschlossenes Herz kann sie hören

Weil sie der Heimatlohsen Engel sind…


Canti dimenticati

Nessun cuore socchiuso li può sentire

Perché sono gli angeli delle anime erranti


Ulula ulula voce lontana,

e se dal bosco dell’anima

un nascondiglio si schiude,

forse è la lupa che intona il suo canto…

I gorgheggi della lupa

Iaboi iabrbgadndidai hi hoi

Hi dadoi iambrbgadidoi hi dadoi

Iambrugadadidoi hai dodi iadoi

Ingadadadadidoi hoa

Iangbrdadadidoi hia

Iadidoi iambrdididngoghi iando dadai

Ioi didndadndo hai goghi

Bai boli doi didi do hi

Hi doidi babo di doi didndoghndu diai

Hi dobai hi, hiò hi oi hidò gai

Hidabnbaghna….



11. Punta di becco di merlo


Punta di becco di merlo

che filetta parole taglienti

dispiega nei cuori

smorfie stridenti

ma dalle profonde fosse dei suoi occhi

una sorgente diffonde silenziosa

il canto impalpabile del suo animo

testimone nel tempo

dei misteri umani…



12. Danza di una piuma


Dalla piuma di un’angelo

Scorre calda una lacrima

Scende sulla mia mano

Qual carezza d’amor



13. Danza antica

(testo armeno)


Ambez gorav lussengan

Arder médan kun

Ardov ganzni im giampan

Ghertan iaris dun

Seres kakhtni tor mna

Seres iaris bes

Danza antica


Sono arrivate le nuvole e la luna si è persa

I campi si sono addormentati

Dal campo passa un vicolo

Che porta dal mio amore

Il mio amore deve rimanere segreto

Perché è il mio amore



14. Intro

(strumentale - improvvisazione di F. Burchietti)



15. Balcania


(Benedictus qui venit in nomine domini...)

Da dzam mange da dzam mange

Kaina prindzanel man

Hai da khadzeno pelume

Da numa yo strejin

Ya dayo da czeri czerenanca

Numa yo strejinja devlame lestrinjanca

Da dzam mange dzike fagadova

ajda khote murimaika

da dzam mange ay da khote muurimaika

rovadre ya kenza putri de balenza

da gulje mamo na

mairovke cinavtu ke kosno

taves mange udje son

devla da guljemamo


Balcania

Io vado, io vado, dove nessuno mi conosce

Nessuno al mondo...

Il cielo è con le stelle

E io sono solo con gli stranieri...

Vado alla taverna

Perchè la mamma è lì

E io vado perchè la mamma è lì

Con gli occhi lucidi,

Con i capelli sfatti...

Non piangere cara mamma

Ti compro una sciarpa

Così sarai bella per me mamma...



16. A la una

(testo sefardita)


A la una yo nací

A las dos m’engrandecí

A las tres tenía amante

A las cuatro me casé

Me casé con amor…

Dime niña de donde vienes

Que te quiero conocer

Y si tu no tienes amante

Yo me voy a proponer


All’una

All’una sono nata

Alle due sono diventata grande

Alle tre ho avuto un’amante

Alle quattro mi sono sposata

Mi sono sposata per amore

Dimmi bella da dove vieni

Che ti vorrei conoscere

E se non hai un amante

Io mi voglio proporre



TESTI

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Nei secoli ci siamo raccontati storie, melodie, suoni, e questi frammenti di comunicazione sono rimasti nell’aria a disposizione di coloro che hanno la pazienza di ascoltarli...ma nell’aria nulla appartiene a nessuno, e così avviene che le parole si mescolano ai suoni a prescindere dalle culture di provenienza. I contenuti si trasformano e vanno a contattare una parte più profonda di noi, alla quale la mente non ha accesso,se non attraverso una sorta di “consapevolezza”.


Questo lungo lavoro di composizione attraversa gli ambiti musicali e culturali più vari con lo stesso spirito con cui i popoli nomadi raccolgono nel loro percorso di vita, l’essenza della cultura delle genti con le quali entrano in contatto, integrandola nelle proprie tradizioni.


Le composizioni si muovono dentro ai vari stili popolari in un disegno più ampio, che comprende anche una sorta di rigore “classico” della musica “colta”, nel quale emergono, si scompongono, si ricompongono frammenti delle melodie più caratteristiche. Non a caso la scelta di miscelare strumenti popolari con quelli usati nella musica colta.

Il quadro è di paesaggi lontani nel tempo e nello spazio: dalle atmosfere a volte nebbiose, inde nibili, a volte incalzanti e passionali, af orano piccole storie, racconti musicali, voci di una cultura che si intrecciano con quelle di un’altra cultura...ci si accorge che non sono poi tanto lontane fra di loro... che sono profondamente legate a chi si fa carico di tenerle in vita per il valore che possono avere oggigiorno.


L’uso della voce è “strumentale” e i testi in lingua d’origine vogliono essere la ricerca di un colore particolare, colore che cotiene il segreto di una cultura e che può essere inteso solo con il cuore. Così gli strumenti danzano attraverso gli stili e la voce con essi, attraverso un linguaggio più vicino al “sentire” che al “capire”


                                                                                                                                                                                                                                                          Claudia Bombardella