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RMR-192 / 2018  •  KATIA PESTI  "ABYSS"

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DISPONIBILE IN CD E DIGITALE

sito sviluppato da RadiciMusic Records


CARATTERISTICHE


. 13 brani

. volantino 24x36 con foto e crediti

. la confezione è un digipack a 3 ante in carta pregiata

QUALITA' MADE IN ITALY

PIEGHEVOLE 24X36

A quattro anni dall’ultimo disco Piano Escape esce Abyss (sottotitolo Earth Sky and Wind) il nuovo album di Katia Pesti per RadiciMusic Records. Abyss si compone di tredici brani e vede la partecipazione di un artista tra i più rappresentativi del panorama internazionale: Gabin Dabirè, cantante, musicista e compositore proveniente dal Burkina Faso.

Ogni brano contiene un sigillo dell’identità migrante dei popoli; nel brano Rolling Bones i corpi sonori scorrono gli uni sugli altri sulla linea di Fior d’Acqua e vengono a galla sulla superficie di questo album discografico attraverso la voce di Elaine Trigiani. I brani Fingerprint e Blood and bones sono interpretati da Gabin Dabirè.


Katia Pesti traccia per traccia

Humanity is Divergent apre il disco in maniera composta, introducendo però già in modo proprio e congruo allo stile pianistico di Katia Pesti. Fingerprint registra il primo intervento di Dabirè, la cui voce si amalgama al meglio con il piano, offrendo contrasti di luci e ombre.

La title track Abyss scivola lungo cascate di note: l'impostazione è senza dubbio classica, ma c'è una vivacità di fondo, soprattutto a livello ritmico, che collega il lavoro a produzioni più recenti. Nella seconda parte del brano emergono nervosismi più vicini al jazz.

Rolling Bones, con l'intervento, sussurrato, di Elaine Trigiani, si apre con i suoni scomposti delle "ossa rollanti" e con un senso di inquietudine che serpeggia. Qui il piano non appare, ma il pezzo suona come collante naturale, più che come intermezzo.

Una breve e piuttosto torrenziale Gleams lascia posto a una seconda lettura di Fingerprints, questa volta più innervosita e colorata di suoni ambivalenti.

Copper piove con insistenza e continuità, con tratti molto fitti ma anche con un contrasto evidente tra lavoro ritmico e melodico. Le dissonanze quasi punk di Rips fanno seguito, ma questa volta è soltanto un intermezzo.

La lunga introduzione a Blood and Bone vede suoni isolati di archi. Poi nel corpo della canzone rientra la voce di Dabirè, stavolta molto più scomposta, frammentata, gutturale e impressionista.

Si recupera compostezza, sulle prime, con la malinconia di Iris, ma anche qui c'è qualcosa di smosso, di non determinato che si agita sullo sfondo.

Moon Stone è una pietra lunare isolata in un'aria rarefatta, costituita prima da pochi suoni isolati e poi raggiunta da una piccola marea montante che arriva ad acquistare accenni di dramma.

La chiusura è ancora "lunare", almeno sulla carta, con Rhytmic Moon: qui, pur non avendo il brano aspetti inquietanti, è una luna più vicina a quella di streghe che danzano alla luce del plenilunio, piuttosto che a un satellite statico e ammiccante.

Il pianoforte di Katia Pesti è il centro dell'album ma non è tutto l'album: con intelligenza, la pianista arricchisce il disco di molte sensazioni differenti, circondandosi di atmosfere ora etno ora cinematografiche ora di più difficile collocazione. Il risultato è un disco passionale e razionale insieme, dotato di una forza molto intensa.

                                                                                                                                                                                                                                           www.musictracks.com


Prepariamoci a un ascolto esperienziale di forte impatto emotivo. Eppure il dialogo che arriva da queste 13 tracce inedite è complesso e per niente popolare. Eppure credo che a chiudere gli occhi e a farsi rapire dai suoni in comunione, si assiste alla reazione del proprio sentire. Come incipit direi che è assai ispirata perché è impossibile non lasciarsi - appunto - ispirare dal nuovo disco di Katia Pesti.

Compositrice e pianista toscana ma anche, mi si permetterà di dire, ricercatrice e trasgressiva del suono, quello popolare, quel gitano, quello africano, quello spirituale. E infatti a parte qualche momento di solo piano, Abyss si arricchisce anche di brani in cui il pianoforte è stato preparato appoggiando e mescolando tra le sue corde percussioni e sonagli di vario tipo. Oppure proprio l’uso di strumenti come rejang balinesi e bendir hanno dato il supporto e la forza per far divenire questo lavoro un motivo per interrompere il tempo che corre e cavarci da dentro l’abisso il proprio personalissimo modo di vivere e di ascoltare.

La tracklist si apre con il singolo (se così possiamo chiamarlo in questi casi) dal titolo Humanity is Divergent di cui in rete troviamo anche il video ufficiale. E poi subito la successiva Fingerprint che vede la featuring di Gabin Debire, a parte una breve intro di sonagli, descrive una meravigliosa melodia malinconica con questa voce di straordinario effetto visivo.

E poi si passa proprio alla title track e il suono evade dal popolare per trasferirsi nella chimica psichedelica della Pesti. Una lunga suite di 10 minuti in cui il piano è discepolo e padrone della trasgressione estetico letteraria. Così come la successiva Rolling Bones in cui la voce di Elaine Trigiani sussurra con arroganza qualcosa che in fondo non importa capire.

E così a discendere negli “abissi” di questo ascolto, dalla nuovamente titolata Fingerprint questa volta solo strumentale dal suono speciale, alle ossessive stravaganze della rapidissima Rips passando per una melodia ariosa, tinta di interrogativi ma pur sempre umanamente accogliente di Moon Stone.

Insomma, Abyss è un disco difficile senza alcun dubbio ma in ogni caso parliamo di un’opera che non ha la presunzione di rivelarsi come guida piuttosto quanto la necessità di rivelarsi come presenza. Katia Pesti ha solo dato luce e suono al suo pensiero più recondito. Noi lo si prende e se ne ruba un poco e poi se ne usa un altro poco per vederci qualcosa di quello che abbiamo dentro. Un bellissimo disco. Buon ascolto.                                                    

                                                                                                                                                                                                                   Alessandro Riva / www.musicletters.it

Abyss 9:57

Fingerprint (feat. Gabin Dabirè) 3:16

Rythmic Moon 2:28

Rips 0:27

Gleams 1:54     

Blood and Bone (feat. Gabin Dabirè) 3:16

Fingerprint 3:31

Moon Stone 6:09

Rolling Bones (feat. Elaine Trigiani) 2:15

Copper 2:34

Iris 3:18

Humanity Is Divergent 3:05

Blood and Bone (Intro) 2:24