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RMR-200 / 2018  •  ANTONIO MAROTTA  - SIRIANA "PeZzi FaTti in CaSa"

Ritengo che sia più che naturale per un artista adottare una maschera per interfacciarsi col mondo che lo circonda, maschera che faccia da ponte tra il reale e l'irreale, in tal senso essa  rappresenta a pieno l'essenza dell'arte.

Durante le mie esperienze lavorative nel campo della musica e del teatro ho maturato una  vera e propria venerazione per le maschere che ho avuto la fortuna di indossare; esse mi hanno protetto per lungo tempo dalle insidie della vita reale.

In quest'ultimo lavoro discografico dal titolo “Siriana, PeZzi FaTti in CaSa”, purtroppo, non ho avuto scampo. La  realtà mi è piombata letteralmente addosso, nessun filtro o maschera per aiutarmi a stemperare i temi che avrei toccato facendo questa scelta; solo una piccola macchina da presa per filmare il cuore dell'intera operazione: una casa. La mia casa!

Intere giornate per cercare di fotografare, filmare ed infine musicare le mie piccole azioni quotidiane.

Dopo circa tre anni di lavoro, durante i quali sono uscito quasi esclusivamente per procurarmi l' attrezzatura necessaria per mettere su una home studio, ho capito che musicare dei pezzi di vita vera può essere davvero alienante.

Il primo intento di questo disco “FaTto in CaSa” è stato quello di parlare di cose reali: mettersi in gioco e cantare la vita usando il punto di vista di un uomo che cerca disperatamente di teatralizzare il suo sacrificio, per restare vivo.

Usare il “problema” come una risorsa è stata la mia chiave.

La disabilità può invalidare anche colui che assiste il disabile in famiglia poichè suscita spesso un sentimento di vergogna che fa apparire i familiari schivi e nevrotici agli occhi della società ben pensante che vorrebbe tenere i diversamente abili lontano dai propri occhi; occhi già troppo stanchi per il troppo cercare un nuovo prodotto da consumare. Parlare anche di mia madre, della sua grave schizofrenia, delle ripercussioni che questa malattia ha sull'ammalato e su chi gli sta intorno è stato per me pesante ma allo stesso tempo liberatorio.

Inizialmente pensavo che la mia formazione in musicoterapia e l' esperienza di musicista/ etnomusicologo  potessero farmi da scudo contro le ripercussioni psicologiche che mi aspettavo andando ad affrontare tali temi; man mano che le piccole scene quotidiane sono diventate dei filmati e quei filmati sono stati a loro volta musicati e incisi, dando vita infine ai miei fortunati videoclip, ho dovuto fare i conti col giudizio sprezzante e perbenista dell'ascoltatore medio il quale si  è trovato di fronte ad un prodotto che lo ha costretto a fare i conti con le proprie mancanze, con le proprie miserie.  Del resto leggi del mercato discografico non scritte prevedono che nessun prodotto creativo indipendente diventi troppo conosciuto, altrimenti rischia di confondersi col prodotto di massa. La popolarità va gestita con gli investimenti pubblicitari di professionisti che, oltre a versare un capitale, si occupano anche di tutelare l'artista in quanto pedina debole di un gioco al massacro innescato dall' “inciucio” collettivo che oggi spopola sul web.

Insomma ho capito sulla mia pelle che quando un prodotto comunicativo autentico ha un suo discreto successo esso viene paragonato inevitabilmente agli altri progetti della stessa portata (di pubblico) e, se non corrisponde a certi “criteri” commerciali, viene messo al bando ed etichettato come “diverso”, nella triste accezione negativa del termine.

So che guardarsi dentro fa paura, potrebbero riaffiorare vecchi drammi mai superati e quelli, si sa, possono avere effetti negativi e per certi versi devastanti sul proprio benessere;  ma alla luce della pubblicazione di questo lavoro, ho appurato che condividere un dramma con la comunità che ti circonda è sia un diritto che un dovere. Condividere per far sapere che affrontare i propri demoni è sicuramente una strada  insidiosa ma che tale percorso prevede anche una grossa ricompensa, essa consiste principalmente nel ritrovamento della propria serenità  all'interno di un'ottica più profonda e completa: la serenità della comunità stessa.

Le comunità tribali ci insegnano che l'essenza del rito catartico sta proprio nel dare un significato alla nostra esistenza e questo si può fare soltanto condividendo il proprio dramma con la collettività.

Un uomo senza sfogo dell'anima rischia di rimanere incastrato nella propria routine e infine di incattivirsi.



CASA MAROTTA…tra musica e terapia


Antonio Marotta: voce, chitarra classica, chitarra elettrica, chitarra battente

Mario Vorraro: mandolino

Salvatore Rainone: batteria

Valerio Mola: contrabbasso

Alessandra Ruggiero: violino

Marco Smorra: basso elettrico

Elisa Vito: fagotto

Cosimo Stramaglia: chitarra


Con la partecipazione di Shaone nel brano Borbonica o Giacobina

Testi e musiche di Antonio Marotta


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DISPONIBILE IN CD E DIGITALE

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QUALITA' MADE IN ITALY

sito sviluppato da RadiciMusic Records

CARATTERISTICHE

. 12 brani

. testi e musiche di Antonio Marotta

. libretto 16 pagine a colori con foto e testi

. testi in dialetto napoletano

. traduzione dei testi in italiano

. Digipack 3 ante in carta pregiata

LIBRETTO 16 pagine

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1. Siriana

2. ’ Nu furastièro

3. Siénteme a mé

4. O Ré Rré

5. Fàtte ca se pèrdene na sera 6. Clisché

7. ‘Na storia palmese

8. Borbonica o Giacobina

9. Aué!

10. Luci blu

11. Volti diVersi

12. Napule nera