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RMR-208 / 2005  •  DAVAI CIASS  "OMAHA-SMOLENSK E RITORNO"

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Viaggiare non è l'unico modo per percorrere la distanza che separa due punti nello spazio (raccolta su CD uscita nel 2005


LUCE DELL'EST  Liberamente arrangiato in 7/8 e tradotto da Lucio Battisti

THE BALLOT , OR THE BULLET  Sono state utilizzate le registrazioni del discorso tenuto da Malcolm X il 12 aprile 1964 a Detroit. Brani di una poesia di Tristan Tzara (cercare sull'enciclopedia)

Alifib  Liberamente tratta da Robert Wyatt in "Rock Bottom"

WITHOUT YOU DUO  Improvvisazione a due pianoforti su tema di Eminem

STOJANE  Rielaborazione di un tema tradizionale Bulgaro; non abbiamo idea di cosa dica il poeta Arabo

OUR REVOLUTION  Brani da un discorso di Malcolm X; l'introduzione è un'improvvisazione registrata al vernissage di una mostra della pittrice Brigitte Brand 4.5.2003


                                                                

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        

                                                                                                        

                                                                                                                                                                                                                                                                        



La vera storia di davaiciass

Pensavo di fermarmi solo poche ore a Tirgu Jiu, il tempo di cambiare olio, candele e mangiare qualcosa. Invece il meccanico mi disse che fino al mattino dopo non sarebbero arrivati i pezzi di ricambio e quindi era meglio che mi mettessi tranquillo.

Ed infatti ben presto dimenticai la fretta, passeggiando nel parco pubblico, tra la porta del bacio e la tavola del silenzio.

Le enormi statue di Brancusi mi tennero compagnia sino all’imbrunire, quando arrivò, portato dal vento, l’odore del gratar.

Vicino c’era un ristorante all’aperto dove servivano la solita grigliata e mititei con senape su piccoli vassoi di cartone. La carne, la gente, gli occhi porcini della cameriera, i rammendi sulla tovaglia, il vino bianco con l’acqua minerale, mi davano una incomprensibile sensazione di serenità.

Il vecchio seduto vicino guardava la televisione e rideva: una trasmissione di troppi anni prima sembrava divertirlo: “Ehi amico - mi disse - lo sai cosa vuol dire?”

Qualcosa sapevo di russo e poi, la frase originale sgrammaticata dal rumeno non potevo non conoscerla dato che "Дайте мне часы“ dammi l’orologio” erano parole molto usate dai soldati russi con coloro che liberavano nella loro avanzata vittoriosa verso Berlino.

“Quello lì - continuò indicando il comico in televisione - era molto famoso sai una volta. Poi un giorno, c’era ancora Ceausescu al potere - disse abbassando la voce - si presentò davanti alle telecamere dicendo ‘Si stava male con der die das (i tedeschi), ma si sta peggio con davaiciass’. Da allora è scoparso e l’hanno tirato fuori solo da qualche anno.”

Conosco i rumeni e so che la storia era realmente accaduta. Presi il bicchierino di Tuica lo sollevai al cielo e lo vuotai in un sorso mentre la luna mi sorrideva.