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RMR-429 / 2018   •   GAETANO CORTESE  "SIAMO QUEL CHE SIAMO"

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CHI E’ GAETANO CORTESE? Gaetano è un tipo che scrive canzonette.. ama la musica da quando possiede due orecchie e sogna di poter continuare a scriverle per tutta la vita.

QUALE ESPERIENZA RICORDI CON MAGGIOR TRASPORTO?  “finalmente sabato” fu un’esperienza televisiva (tra l’altro l’unica a parte forse un’intervista di MANBASSA TV) simpatica ed originale; ma si fermò purtroppo pe problemi di produzione credo, comunque una piccola parentesi.. il Jam Summer Festival fu il primo festival a cui partecipai con la “cantina sociale band”. Una bellissima esperienza, a parte il terzo piazzamento, soprattutto per l’amicizia e i legami che si manifestarono fra le tante band che vi parteciparono… il Musicmatchlive di Lucca, fu un’esperienza di quelle che non si dimenticano… di quelle in cui ci si rende conto che si sta facendo qualcosa che ti lascerà il segno per la vita.. non arrivammo in finale, ma fummo praticamente assaliti dagli altri partecipanti alla fine dell’esibizione.. avevamo lasciato il segno, e avevamo appena iniziato a guardare da vicino un sogno.. non è vincendo che si fa la strada… la strada si fa e basta.

QUANTO SEI CAMBIATO DALLA PRIMA CANZONE CHE HAI SCRITTO? Scrissi la prima canzone (si chiamava: “parto”) a circa 18-20 anni.. poco prima di partire per il servizio militare.. pensando ad una ragazzina di provincia (fra l’altro, molto meno provinciale di me ) e alle tante aspettative che ognuno di noi conserva per sé dentro il fantomatico “cassetto” di sogni e aspirazioni.. dopo magari scopri che “partire” può essere tornare a casa e iniziare da lì ;) da allora, le mie canzoni sono frutto di un lavoro forse più consapevole, ma conservano sempre il nocciolo di quella istintiva, naturale, inevitabile, spontaneità.

STAI LAVORANDO SUL TUO PRIMO LAVORO DISCOGRAFICO. COME PROCEDE QUEST’ESPERIENZA? Ho presentato il mio primo lavoro il 4 agosto, dopo mesi di full-immersion in studio… e notti trascorse a inseguire le chimere del perfezionismo.. e lavoro su lavoro, in compagnia dell’insostituibile Riccardo, amico e collaboratore da oltre un decennio… le canzoni erano lì da tempo, aspettavano il momento di venire fuori.. è stato un doveroso “vestire” di panni semplici, ma adeguati. Sempre in gara conto il tempo, fino all’ultimo giorno; ore su ore di sonno arretrato e di nervosismi ingiustificati, alla fine.. l’entusiasmo e la consapevolezza di aver fatto il massimo possibile....

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